Redentore

Redentore

August 30, 2019 Arte 0

L’imponente statua del Redentore domina sin dal 1965 la vetta del Monte San Biagio (m. 644). È senz’altro una delle maggiori attrattive turistiche della zona, ed è la prima cosa che balza agli occhi di chi raggiunge Maratea da nord o da sud, dall’interno o dalla costa. Il luogo in cui sorge la statua è estremamente suggestivo: costruita proprio sul ciglio del monte, pare quasi che essa si stagli nel vuoto, tra cielo e mare. Quando poi si giunge ai suoi piedi, non si può fare a meno di restare rapiti dalla magnificenza del panorama. Solo da qui, infatti, si ha una visione completa della costa di Maratea e della sua verdissima vallata, a forma di conca digradante verso il mare. Ma la posizione è tale che, nelle giornate di cielo terso, lo sguardo può spaziare anche molto più lontano.

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Al di là della bellezza del paesaggio, la cima di Monte San Biagio ha sempre esercitato un fortissimo richiamo religioso. Gli studiosi più avveduti concordano sul fatto che essa fu anticamente sede di vari cenobi di monaci basiliani, mentre gli anfratti naturali che si aprono sulle pendici della montagna, fra cui la quasi inaccessibile Grotta di San Michele Arcangelo, hanno dato asilo ad asceti ed eremiti fino all’inizio del secolo scorso.

D’altronde qui si sviluppò in epoca remotissima il primo centro abitato di Maratea superiore, detto “Il Castello”, all’interno del quale furono edificate diverse chiese, fra cui la Basilica di San Biagio, la più importante e l’unica tuttora integra. Nel 1907, proprio nel punto in cui ora si trova la statua del Cristo, fu posta una semplice croce di ferro. Questa però veniva spesso colpita dai fulmini e così, nel 1941, l’allora podestà di Maratea Biagio Vitolo la fece sostituire con una croce monumentale in pietra e cemento. Nel 1964 la croce fu poi trasferita sulla sottostante collina chiamata “Sopra la Grotta”, per fare posto alla nuova, maestosa statua.

La statua del Cristo Redentore, seconda per dimensioni solo a quella di Rio de Janeiro, fu innalzata per iniziativa del Conte Stefano Rivetti di Valcervo, che ne fece dono alla cittadinanza di Maratea. I lavori, diretti dallo scultore fiorentino Bruno Innocenti, presero l’avvio nel novembre 1963 e terminarono nel 1965, per un costo complessivo di oltre cinquanta milioni. La struttura è formata da un traliccio di cemento armato rivestito da un manto, anch’esso di cemento, spesso oltre 20 centimetri, per un peso complessivo di circa quattrocento tonnellate.

La scultura è alta 22 metri, mentre l’apertura delle braccia ne misura diciannove. Il viso, largo tre metri, è rivolto verso l’entroterra, quasi a voler proteggere l’intera regione.